| L'Università di Torino "vende" i nomi delle aule |
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| Scritto da Repubblica | |||||
| Venerdì 25 Novembre 2011 09:01 | |||||
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"Oggi abbiamo lezione in aula Santander o in aula Tosetti Value?", chiede uno studente di economia a un suo compagno mentre cammina nei corridoi della facoltà di economia. Perché d'ora in poi nella sede di corso Unione Sovietica un numero sempre maggiore di stanze si chiamerà così: gli anonimi "aula blu" o "aula rossa" saranno sostituiti con i nomi di banche, società di consulenza, aziende, carte di credito.
L'idea è venuta al vicepreside Paolo Biancone, che cura i rapporti con le imprese: "Ho pensato - racconta il docente - al banco della chiesa offerto dai fedeli, ma anche al nuovo stadio della Juventus, che porterà il nome di uno sponsor. Così mi è venuto in mente che in facoltà passano ogni giorno 10 mila studenti, una platea molto interessante per un certo tipo di aziende, soprattutto quelle in cerca di personale qualificato". Il primo contratto è stato siglato da due anni con banco di Santander: il nome della banca spagnola sulla porta dell'aula "rossa" da 450 posti in cambio di qualche migliaio di euro per un triennio e una serie di intese su stage, tesi, convegni. Il 12 dicembre sarà invece inaugurata l'aula Tosetti Value (un tempo nota come "blu"), mentre è in corso una trattativa con Intesa Sanpaolo per intitolare l'aula "verde" a Superflash, la carta di credito del colosso bancario. Ma, spiega Biancone, "siamo negoziando con alcune società di revisione e altre banche, perché ormai il meccanismo si è messo in moto. Abbiamo 53 aule cui dare un nome".E i soldi dove finiscono? "Tutti nelle attività di job placement - risponde il vicepreside - , che sono molte: ogni anno gestiamo 1.500-1.600 stage, coinvolgiamo 40 aziende che vengono a fare selezioni in facoltà, organizziamo due o tre "career day", offriamo un servizio di revisione del curriculum vitae". Nessuna protesta? "Ci sono state persone più contente e altre meno - spiega Paolo Biancone - ma due cose hanno messo d'accordo tutti: da un lato le caratteristiche dei partner, che sono selezionati e non utili solo per fare cassa, dall'altro le risorse che lo Stato trasferisce all'università, che sono sempre meno".
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