
TORINO 22 nov (Però Torino) - Una piccola moschea dentro l'Università degli studi di Torino? "Il Senato accademico non ha ancora affrontato l'argomento - risponde il pro rettore dell'ateneo Sergio Roda - si potrebbe pensare a uno spazio comune di preghiera e di meditazione, aperta ai credenti di tutte le fedi e ai non credenti".
Che continuna: "È giusto che la città si faccia carico delle diverse esigenze in campo di manifestazione del pensiero religioso, ma l'università pubblica è un'istituzione laica. Se aprissimo un'aula per le preghiere ai musulmani dovremmo decidere analoghe iniziative per i cattolici, i buddisti, i protestanti e così via".
La richiesta, da parte di una ragazza turca di religione musulmana, di avere un luogo di meditazione e culto nell'Università, per poter studiare e pregare nello stesso luogo, viene presa comunque in considerazione dall'Ateneo e già da ieri fa molto discutere. La risposta del vertice accademico è comunque diplomatica, come forse è giusto e logico aspettarsi. Democristiana. Meglio ancora: demomusulmana e demobuddista .






