PRANZO DA RE
di CAVALLITO & LAMACCHIA
Accomodiamo le nostre gelate membra intorno a un tavolo proprio vicino al termosifone che scalda l'atmosfera dell'Oca Fola di via Drovetti. L'idea di questo locale ci è sempre piaciuta. E non solo per il nome e il logo di un'oca starnazzante che mette allegria anche dopo avere passato una giornata in questo frigidaire sabaudo, ma soprattutto per la filosofia che sposa, costruita su pochi piatti, mattoni a vista, arredamento da trattoria di paese e ambiente disinvolto. Mentre assaggiamo gli antipasti che, come era tradizione piemontese, ci aspettano sul tavolo, apriamo il piccolo menu con tre primi, tre secondi e un carrello di dolci: chi mangerà tutti i piatti, ma proprio tutti, spenderà 37 euro per un menu pantagruelico, chi mangerà solo antipasto, primo, secondo e dolce spenderà 34 euro mentre chi tiene alla linea opterà per il "menu leggero" con un primo o un secondo oltre agli immancabili antipasti e dolci.
Così dopo un salame e un vitello tonnato discreti e un buon peperone con la bagna caoda, scegliamo i tajarin langaroli. Sin da quando ce li hanno declamati abbiamo pensato "troppa grazia": funghi e tartufi insieme, ormai fuori stagione e in un menu di impronta economica. Purtroppo una spiegazione c'era: se le papille non ci hanno ingannato, i nostri buoni tajarin erano ricoperti da un condimento in versione tartufata e fungata, pallido e dolciastro ricordo di quella reale. Meglio il risotto zucca e salsiccia, elementare e franco. Dopo un'inattesa attesa, ecco arrivare delle costolette di
agnello alle erbette senza infamia e senza lode. Ci rinfranchiamo un poco con la panna cotta e con una carta dei vini interessante da cui estrarre buone etichette. Conto sui 35 euro e qualche perplessità all'uscita.
L'OCA FOLA - via Drovetti 8, chiuso la domenica. Info 011/4337422, www. ocafola. it
cavallitoelamacchia@gmail. com
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