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Il passato torinese di Mario Monti Stampa
Scritto da Redazione Però   
Giovedì 10 Novembre 2011 11:26

mario montiTORINO 10 nov (Però Torino) - Quindici anni a Torino, come professore. C'è una bella fetta di vita "subalpina", nel passato di Mario Monti, l'uomo del momento, appena nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con l'evidente intento di proporlo quale presidente del Consiglio designato: dal 1970 al 1985, Monti ha insegnato all'Università degli Studi di Torino, prima di trasferirsi alla Bocconi di Milano, di cui ora è presidente. Tra l'altro, Monti è stato anche a lungo nel consiglio di amministrazione della Fiat.

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L'uomo al quale sembrano aggrapparsi, in modo forse un po' irrazionale, tutte le speranze d'Italia, ha un curriculum da far impallidire qualsiasi capo di Stato mondiale. Diplomato all'Istituto Leone XIII di Milano, nel 1965 si laurea in economia alla Bocconi. S specializza all'Università di Yale, negli Stati Uniti, studiando con James Tobin, Premio Nobel per l'economia. Nel 1969 è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento. Nel 1970 - come detto - insegna all'Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di Economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di Economia Politica.

Dopo il dottorato a Yale, è stato anche funzionario della Goldman Sachs, proprio la banca d’affari che (va ricordato) ha affossato l’Italia e la Grecia, membro del circolo di affaristi supernazionale e privato Bilderberg, presidente europeo della Commissione Trilateral: il super consiglio d’azienda di banche e multinazionali.

Nel 1994 viene indicato quale candidato italiano per la nomina a commissario europeo al governo Berlusconi, insieme con la radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale.

 
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